TV, Internet, IA: una storia simile
Aggiornamento: 5 ott
Tre situazioni somiglianti: televisione, internet e intelligenza artificiale. Il comune denominatore è riconducibile ad alcuni fattori chiave.
Si sono presentate alla società come un modello tramite il quale la comunità si sarebbe evoluta più facilmente e le notizie sarebbero corse con maggiore velocità.
La televisione ha catalizzato l’interesse di una sempre più vasta percentuale della popolazione. Non era necessario possederne una, perché si poteva condividere l’utilizzo nei luoghi di raduno, riconducibili per lo più a bar e osterie.
Nel tempo, si è radicata la convinzione che ciò che veniva trasmesso dalla televisione fosse l’unica verità possibile. Inoltre, coloro che non ne avevano accesso o che erano disinteressati, erano visti quasi come emarginati; termine piuttosto forte, ma deve dare l’idea del fatto che l’individuo che non seguiva i “consigli” della televisione era visto come qualcuno un po’ fuori dalla società e dalla condivisione dei fatti e delle notizie.
Trovo nell’avvento di internet una similitudine. Il suo utilizzo (che si potrebbe definire anche “abuso”) è cresciuto a dismisura. Quasi tutto il mondo (con rarissime eccezioni) è ora collegato, fa “rete”. Agli albori, internet era chiaramente la novità e, in questa, era forte la credenza che la vera notizia non passasse più dalla televisione (vista quasi come uno strumento fuori moda) ma giungesse in prima battuta attraverso la “rete”.
Gli “emarginati”, questa volta, non erano più coloro che non avevano accesso alla televisione ma chi non voleva migrare verso la nuova forma di informazione più immediata.
Da qualche anno, invece, sta facendo breccia l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Se ne fa uso quotidiano in molti ambiti, non necessariamente in quelli di informatica o, in generale, del settore terziario ma anche nell’uso quotidiano, domestico, sportivo.
E’ facile accostare questa terza forma di comunicazione alle precedenti. Si può credere che l’IA sia il futuro e sia la vera e unica forma di ricezione delle notizie e la medicina a tutti i problemi.
Dopo questa epoca, ci sarà probabilmente una nuova ondata di novità che supererà la televisione, internet, l’IA o sarà invece lo sviluppo di queste, tutte messe insieme. Io non ho la capacità fantascientifica di prevedere e immaginare. Ma ciò non è importante.
Non è solo il costo del canone Rai, non solo le bollette del telefonino e della linea internet che ci viene richiesto di pagare. Il vero prezzo è dettato dalla quotidianità, dal controllo, dal conformismo.
Non è una questione politica, di colore, di razza, di religione: è un dato di fatto. Tutto intorno a noi è sempre più piatto anche se apparentemente più rassicurante.
Una storia che continua a ripetersi: già vista con l’avvento della radio, prima appunto che il teleschermo facesse parte della vita della società; e ancora prima, già vista con l’arrivo della stampa.
“Hanno detto così”, oppure “c’è scritto qui”: tutti modi di poter controllare i comportamenti. Se la massa crede a qualcosa di condiviso, questo diventa vero a tutti gli effetti.
Torno al fulcro della questione. Non dobbiamo basarci o affidarci troppo alle tecnologie. O, comunque, bisogna essere consapevoli e rimanere vigili. Per farlo, torno a ciò che mi sta a cuore, la necessità di mantenere vivo il pensiero critico e allenare la mente così come dovrebbe essere normale, di tanto in tanto, fare una passeggiata all’aria aperta.




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